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A cinque minuti da casa mia c’era il capolinea di un bus che mi portava dritto vicino al quartiere in cui lavoro. Era una comodità incredibile: riuscivo sempre a trovare posto a sedere. E non un posto qualunque, ma il mio: quello strategico in fondo a destra, incastonato tra le porte e il palo di sostegno. Un angolo di paradiso dove nessuno ti chiedeva mai di cedergli il posto..
In quei minuti d'attesa prima della partenza, dal mio finestrino ho visto passare un’infinità di scene di vita quotidiana. Una, però, mi è rimasta stampata in testa.
I protagonisti erano un uomo e una donna. Una coppia apparentemente affiatatissima, innamorata persa. Si scambiavano effusioni, si accarezzavano e si baciavano come se stesse per finire il mondo o, se preferite... come se non ci fosse un domani.
Lei ha lasciato scattare ben tre rossi al semaforo pur di rimanere un minuto in più tra le braccia della sua anima gemella. Poi, accorgendosi che si stava facendo decisamente tardi, si è staccata a malincuore: al primo verde ha attraversato la strada ed è scappata via.
Lui è rimasto lì, immobile, aspettando che lei si voltasse a guardarlo. Cosa che lei ha puntualmente fatto. Si sono mandati baci da lontano per rendere l'allontanamento meno penoso, finché lei non ha girato l’angolo, inghiottita dal tran tran quotidiano.
Ora, io ero lì, spettatrice romantica, e anche un po' invidiosa viste le mie relazioni del cazzo, dietro il vetro, e mi sarei aspettata di vedere un velo di malinconia sul volto di quel Romeo moderno. E invece?
Con mia grande sorpresa, appena lei è sparita dalla circolazione, lui ha sgranato gli occhi e ha tirato un sospiro di sollievo esagerato. Sì, avete letto bene: ha sbuffato a piene guance e ha fatto un gesto decisamente poco elegante con la mano, come a dire: «Finalmente si è levata dalle palle!».
Giuda di merda!
In un secondo sono passata dal film romantico all'horror. Ero stata la testimone oculare di una farsa totale.
Inutile dirvi che sono rimasta pervasa da un’immensa tristezza per tutto il resto della giornata e la cosa assurda è che, a distanza di anni, ancora ci penso. Oggi, con molta più esperienza, una nuova consapevolezza e ben dodici anni di terapia sulle spalle, vorrei tanto poter dare una spiegazione logica a quello che ho visto. Ma la verità è che non ci riesco. E no, non è un mio limite: è che certe farse non hanno una spiegazione logica. Davanti a tanta ipocrisia, continuo a non capacitarmene.
Vomito.